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Alzheimer e demenze: “gemelli diversi”?

Differenze, somiglianze, evidenze cliniche

dipinto di una anziana signora con fiori colorati
Quando sentiamo qualcuno riferire di un suo caro o di un conoscente che “soffre di Alzheimer”, dovremmo partire dal presupposto che siamo quasi sicuramente di fronte a un soggetto affetto da demenza di qualche tipo, ma non è detto che quest’ultimo abbia sviluppato quella forma particolare nota come “morbo di Alzheimer”.
Per cercare di fare almeno un po’ di chiarezza sulla distinzione clinica fra i vari tipi di demenza (di cui a pieno titolo fa parte anche l’Alzheimer), proviamo intanto a definirne il concetto base come un “deficit delle funzioni intellettive e cognitive per lo più dovuto a lesioni cerebrali”.
La prima distinzione possibile è senz’altro quella fra: demenze reversibili, dovute molto spesso a una carenza vitaminica (ad esempio di vitamina B12), oppure di acido folico, o ancora magari dovute a stati infiammatori (encefaliti o altro); demenze irreversibili, suddivise a loro volta in vascolari e degenerative. Della prima “sottocategoria” fanno parte quei disturbi dovuti a episodi di emorragie e/o trombosi, mentre fra le demenze degenerative troviamo, appunto, anche l’Alzheimer.
Ciò che complica immediatamente il quadro, è il fatto che tutti questi disturbi insorgono in maniera subdola; inizialmente, anche semplicemente constatare che sussista una forma di demenza è molto difficile, anche perché, almeno dopo i 60 anni, incorrere in episodi di amnesie è molto frequente.
Quando però questi episodi diventano più frequenti, e colleghi, parenti e amici (oltre allo stesso soggetto interessato) si accorgono che non si tratta più di eventi definibili “normali”, di solito si inizia il percorso diagnostico.
Le “indagini” cominciano con un test: il Mini-Mental State Examination (MMSE), che valuta i disturbi dell’efficienza intellettiva e la presenza di deterioramento cognitivo; tale test indica la condizione di demenza e risulta molto utile per stabilire il grado di evolutività della malattia.
Una volta stabilita la presenza di deficit, si passa ad esami di tipo strumentale (Risonanza Magnetica, PET, SPECT), alla ricerca di eventuali atrofie corticali, delle quali però, se presenti, andrà poi approfondita in altro modo l’origine.
La demenza di Alzheimer è causata dalla presenza nel cervello di una sostanza neurotossica (proteina beta amiloide), che si deposita in placche che ricoprono le cellule nervose e inibiscono le sinapsi fino a far “morire” i neuroni (per questo si classifica fra le demenze irreversibili). Solitamente le placche si formano nella parte corticale frontale, che è sede delle abilità cognitive.
Il decorso della malattia è normalmente lungo (fra gli 8 e i 15 anni) e porta il paziente affetto ad una dipendenza totale da chi se ne prende cura.
Per determinare la “stadiazione” dell’Alzheimer si usa normalmente la Global Deterioration Scale (GDS) di Barry Reisberg, che conta 7 diversi e progressivi stadi di gravità della malattia e che consente comunque una diagnosi di tipo clinico.
È però interessante precisare come la diagnosi di Alzheimer rientri solamente nell’ambito delle probabilità. Tutti gli esami, strumentali e non, che si possono eseguire, non garantiranno mai la certezza della presenza delle placche dovute alla proteina beta amiloide, che si ottiene invece in maniera inconfutabile solo a seguito di una biopsia, di solito eseguita in concomitanza con l’esame autoptico. 

Supporto psicologico, un aiuto decisivo

disegno di un albero con foglie colorate e palloncini
Nella complessa decisione di affidare un proprio caro ad una Residenza Sanitaria Assistenziale, di fondamentale importanza per la Famiglia è la serenità con la quale si riesce ad affrontare il percorso di scelta della struttura e di inserimento nella stessa.
 
L’Rsa Villa Santa Teresa segue i suoi Ospiti fin da prima del loro ingresso in struttura. I familiari, infatti, possono godere di un’assistenza a 360 gradi già dai colloqui preliminari, durante i quali possono avvalersi del supporto professionale dello Psicologo Andrea Nardi, responsabile tra l’altro anche della Terapia Occupazionale messa in atto dallo staff di animazione.
 
L’importanza dei colloqui, totalmente facoltativi (sebbene consigliati dalla Direzione), sta nella possibilità di condividere in maniera delicata, riservata e coperta dal segreto professionale, alcune informazioni che possono risultare decisive per rendere il soggiorno dell’Ospite il più sereno possibile. Tali colloqui, che avvengono anche su richiesta dello stesso Ospite, possono continuare con cadenza periodica per tutto il periodo di soggiorno.
Gli incontri risultano estremamente utili in quanto forniscono alla Direzione e a agli operatori che quotidianamente seguono e si rapportano con gli Ospiti, strumenti utili ad un approccio sempre più efficace e portatore di sensazioni positive.
 
A loro volta, gli stessi operatori della struttura partecipano a Gruppi di Ascolto, guidati dal dott. Nardi, e pensati per fornire loro spunti importanti per relazionarsi in maniera ottimale sia al singolo Ospite che al gruppo nel suo insieme.
Stimoliamo dunque i nostri operatori, tutti qualificati e costantemente formati e aggiornati, ad un atteggiamento proattivo che renda ogni singola mansione (dall’alzata al bagno, dal pasto all’attività di gruppo) un momento importante e positivo di contatto con l’Ospite.
 
Molti degli spunti che emergono dai colloqui possono efficacemente essere messi in pratica ogni giorno, anche durante le attività di Terapia Occupazionale (dove gli obiettivi individuali vengono ricercati attraverso attività di gruppo); la T.O. è dettagliatamente programmata dal Responsabile che coordina lo staff di animazione.
Proprio nell’ambito della TO, nel 2014 l’equipe di Villa Santa Teresa ha ottenuto un importante riconoscimento, classificandosi al primo posto nel concorso “La passione di assistere” (categoria Mani in Pasta), organizzato da Tena, azienda leader nel settore igiene e incontinenza e stimato partner delle strutture del gruppo La Magnolia
 
Qui di seguito una breve presentazione del dott. Andrea Nardi:
Psicologo, iscritto all’Albo degli Psicologi della Toscana, collabora con il Gruppo La Magnolia sia per Villa Santa Teresa di Bagno a Ripoli che per Villa Chiara di Pracchia, come responsabile e coordinatore della Terapia Occupazionale.
Presso l’R.S.A. Villa Santa Teresa, il dott. Nardi si occupa inoltre della formazione, dei gruppi di Auto Mutuo Aiuto e dei Gruppi di Condivisione dedicati al personale; presta consulenze e/o sostegno orientati ai familiari degli ospiti delle R.S.A. e sostegno individuale per gli utenti residenti.
È responsabile e coordinatore del Centro Diurno Minori presso il Progetto Villa Lorenzi a Firenze. Conduce, assieme ad una psicologa, il Gruppo di Sostegno e Consulenza rivolto ai genitori dei minori che frequentano il Centro Diurno.
Da novembre 2016 collabora come Psicologo con lo staff dell’Accademia Zonale Prato della FIR (Federazione Italia Rugby).

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dipinto di una anziana signora con fiori colorati
Cominciamo oggi, in questa sezione del nostro sito, un piccolo percorso di approfondimento su alcuni interessanti argomenti connessi alla presenza in famiglia di un anziano non più autosufficiente o affetto da patologie geriatriche o degenerative.
Piccoli spunti di riflessione, approfondimenti sulle attività della struttura, sui servizi che offriamo agli Ospiti e alle loro Famiglie; risposte semplici e comprensibili alle domande che naturalmente emergono, specialmente quando ci si trova ad affrontare un percorso come quello del ricovero (momentaneo o permanente) in Rsa.
Ad affrontare di volta in volta i singoli temi saranno i professionisti che operano a Villa Santa Teresa e che quotidianamente seguono ognuno degli Ospiti nel proprio percorso di vita.
Ci auguriamo che questa nostra iniziativa incontri il vostro favore.

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